L’intervento di Otoplastica Estetica mira a correggere essenzialmente quella malformazione congenita delle orecchie che comunemente prende il nome di ‘orecchie ad ansa’ od ‘orecchie a sventola’. Tale deformità è caratterizzata da:
• un aumento dell’angolo auricolo-cefalico, il solco che separa il padiglione auricolare dalla testa e che, quando è più ampio rispetto alla norma (oltre i 30°), determina una maggiore esposizione e visibilità dei padiglioni auricolari.
Tale difetto è causato da un’ipertrofia della cartilagine concale o da una sua rotazione verso l’esterno.
• un’assenza più o meno completa dell’antelice, la piega centrale del terzo superiore del padiglione, che ne determina un appiattimento e conferisce un aspetto ancora più aperto alle orecchie
• una prominenza del lobulo, presente nel 15% dei casi.
Le orecchie a sventola possono causare un disagio psicologico importante, soprattutto in età infantile, esponendo i piccoli pazienti al dileggio dei compagni. Pertanto è uno dei pochissimi interventi di chirurgia estetica a cui ci si può sottoporre precocemente, a partire dai sei anni di età, quando lo scheletro cartilagineo del padiglione auricolare è pressoché sviluppato. Questo consente di prevenire le possibili ripercussioni psicologiche che l’inestetismo può determinare.
Esistono diverse tecniche possibili, ma tutte riconducibili essenzialmente alla correzione dei tre difetti sopra citati, che possono essere presenti singolarmente o in associazione. Attraverso una incisione posta nel solco retroauricolare (praticamente invisibile), si accede alle strutture interessate dal difetto e si procede in base alla corretta indicazione. Nei casi di ipotrofia dell’antelice, in età pediatrica, quando la cartilagine è ancora morbida, l’utilizzo di semplici punti in materiale riassorbibile è in grado di ripristinarne il profilo (tecnica di Mustardè). Negli adulti, invece, in cui la cartilagine è rigida, si rende necessario indebolirla e ciò può essere realizzato secondo modalità differenti (resezione, scoring, assottigliamento). Analogamente, il difetto legato all’ipertrofia della conca può prevedere un semplice indebolimento della stessa, un’asportazione parziale della cartilagine o il riposizionamento sulla mastoide, previa asportazione del tessuto fibro-adiposo retroauricolare.
Di recente è stata proposta una procedura mininvasiva per la correzione dell’ipotrofia dell’antelice. Essa consiste nell’inserzione, in luogo dei punti, di impianti protesici rivestiti di oro, gli Earfold, in grado di ricreare il profilo dell’antelice in maniera più naturale e con minore disagio per il paziente. Tale procedura è possibile solo con una corretta indicazione e in un numero selezionato di casi.
L’intervento di Otoplastica Ricostruttiva mira a correggere difetti più importanti, conseguenti a malformazioni congenite, post-traumatiche o esito di interventi demolitivi per patologie tumorali.
Tra le malformazioni congenite quella più nota prende il nome di microtia, che consiste in una assenza parziale o totale del padiglione auricolare (grado I-III). L’intervento ricostruttivo risulta sicuramente più complesso di quello estetico e a volte necessita di più step chirurgici. Nei casi più gravi, una valida alternativa può essere l’utilizzo di epitesi, protesi in silicone rappresentanti una fedele copia del padiglione auricolare, che hanno notevoli vantaggi in termini di minor invasività dell’atto chirurgico e spesso anche in termini di risultato estetico definitivo.
La prima visita ha una durata generalmente di circa 1/2 ora, durante la quale il dr. Fasciani raccoglierà l’anamnesi, valuterà le corrette indicazioni e spiegherà in maniera ampia e dettagliata effetti, limiti, eventuali controindicazioni o complicanze e risultati dell’intervento in questione.
Al/la paziente verrà richiesto di effettuare gli esami di routine pre-operatori ed eventualmente una visita specialistica per valutare eventuali deficit dell’udito. Ai soggetti fumatori è altamente consigliato di smettere di fumare almeno 1 mese prima dell’intervento. Recenti studi hanno dimostrato una forte correlazione fra l’aumento delle complicanze ed il fumo di sigaretta. Nei giorni che precedono l’intervento chirurgico non vanno assunti i farmaci antiinfiammatori, gli anticoagulanti e tutti quei farmaci o integratori che predispongono al sanguinamento delle ferite e va concordato con il dr. Fasciani l’eventuale assunzione di farmaci di altra natura. Il giorno dell’intervento è indispensabile rimuovere tutti gli oggetti metallici (orecchini, anelli, collane, braccialetti, piercing) ed eventualmente rimuovere i peli, se presenti. A meno di indicazione contraria, è richiesto di presentarsi a digiuno in sala operatoria.
L’otoplastica si svolge in anestesia locale, con sedazione. Il/la paziente è sedato e vigile, ma al termine dell’intervento non ha ricordo di quanto avvenuto. In età pediatrica è indicata l’anestesia generale.
L’intervento ha una durata di circa 1-2 ore a seconda del tipo di procedura che si intende svolgere (otoplastica estetica, otoplastica ricostruttiva per correzione di malformazioni maggiori, traumi o tumori).
Generalmente il/la paziente può tornare a casa poche ore dopo la fine dell’intervento, dal momento che è una procedura che si svolge in regime di Day Surgery. Nei bambini, a seguito dell’anestesia generale, è consigliata una notte di ricovero.
Utile la presenza di un accompagnatore che aiuterà il/la paziente a rientrare in sicurezza presso il proprio domicilio.
Dopo l’intervento, per circa 2 settimane, potrebbe essere necessario portare una fascia elastica contenitiva a protezione dell’area. I possibili effetti collaterali più frequenti, in genere reversibili, sono il dolore, l’edema e le ecchimosi. Meno frequenti ma più gravi sono l’otoematoma, l’infezione della ferita, la necrosi della cute o della cartilagine. A distanza potrebbero verificarsi alterazioni della cicatrizzazione, asimmetrie, deficit delle cartilagini, recidiva. I punti, in materiale riassorbibile, se non vanno via da soli vengono rimossi dopo circa 10 giorni. La cicatrice cade nel solco retroauricolare ed è pressoché invisibile. Dopo 2 settimane è previsto il ritorno alla vita di tutti i giorni. Dopo 3 settimane è possibile riprendere, in genere, l’attività sportiva non traumatica.
Anthropometry of the normal and defective ear. - Farkas su Clin Plast Surg
Otoplasty – techniques, characteristics and risks - Andreas Naumann su Otorhinolaryngol Head Neck Surg
A technique for surgical correction of lop ears – Converse su Plast Reconstr Surg
Technical details in the surgical correction of the lop ear deformity – Converse su Plast Reconstr Surg
A method of antihelix reconstruction – Chongchet su Br J Plast Surg
A "natural" technique for correction of congenitally prominent ears - Stenström su Plast Reconstr Surg
Another solution for the problem of the prominent ear – Crikelair su Ann Surg
The correction of prominent ears using simple mattress sutures - Mustardé su Br J Plast Surg
he treatment of prominent ears by buried mattress sutures: A ten-year survey – Mustardé su Plast Reconstr Surg
Correction of prominent ears by conchamastoid sutures - Furnas su Plast Reconstr Surg
Correction of the lobule - Siegert su Facial Plast Surg
Chirurgie der Ohrmuschel - Weerda H