Malformazioni mammarie

MAMMELLA TUBEROSA

Il Sistema Fasciale Superficiale (SSF) della mammella è un complesso insieme di legamenti che circonda la ghiandola mammaria ed è fondamentale per il suo corretto sviluppo, determinandone l’architettura definitiva. Già a livello addominale è possibile trovare due differenti tessuti fasciali sottocutanei, uno più superficiale e leggero (Fascia di Camper), uno più profondo, fibroso e resistente (Fascia di Scarpa); questi a livello mammario, idealmente si continuano con la Lamina Superficiale e Profonda del SSF, che circondano il tessuto ghiandolare e si fondono lungo i bordi del polo superiore ed inferiore a formare i legamenti circum-mammari. Le due lamine infine sono in stretta interconnessione con la ghiandola tramite setti fibrosi verticali, i Legamenti di Cooper.

Si ritiene che il legamento circum-mammario inferiore, con il suo alterato sviluppo, sia quello responsabile del quadro clinico che prende il nome di mammella tuberosa, che consiste in un deficit più o meno importante del polo inferiore della ghiandola mammaria, determinandone quella particolare forma a tubo, da cui il nome. Nei quadri più gravi lo sviluppo della ghiandola mammaria è del tutto compromessa, con la cosiddetta ‘Snoopy breast deformity’, una mammella con base d’impianto ristretta su cui si innesta un complesso areola capezzolo estremamente ampio (che per forma ricorda il naso del noto personaggio dei fumetti). Il quadro clinico può essere monolaterale o bilaterale e di frequente è presente un’asimmetria dei due seni.

I primi a parlare di mammella tuberosa e a descrivere il quadro clinico furono Rees ed Aston nel 1976. Nel 2000 von Heinburg ha messo a punto l’attuale classificazione sulla quale ci si basa per stabilire la gravità del difetto e di conseguenza la tecnica chirurgica necessaria a correggerlo.

Correzione chirurgica

Essenzialmente i cardini dell’Intervento di Correzione della Mammella Tuberosa sono:

• espansione del polo mammario inferiore
scoring ghiandolare (incisioni a livello della superficie posteriore volte a liberare il tessuto ‘costretto’)
• eventuali lembi ghiandolo-adiposi volti a spostare tessuto verso il polo inferiore ipoplasico
• rimodellamento del complesso areola capezzolo (riduzione delle dimensioni dell’areola e stabilizzazione della stessa tramite sutura round-block)
• impianto di protesi mammarie o di tessuto adiposo autologo (lipofilling)per compensare defict di volume o importanti asimmetrie

Si tratta di un intervento estremamente complesso, che prevede l’utilizzo di tecniche avanzate ed è da riservare a chirurghi con grande esperienza nel settore. Generalmente viene richiesto dalle pazienti in giovanissima età, subito dopo lo sviluppo puberale, perché può provocare importanti disagi della sfera sociale, affettiva e sessuale.

PRIMA DELL’INTERVENTO

La prima visita ha una durata generalmente di circa 1/2 ora, durante la quale il dr. Fasciani raccoglierà l’anamnesi, valuterà le corrette indicazioni e spiegherà in maniera ampia e dettagliata effetti, limiti, eventuali controindicazioni o complicanze e risultati dell’intervento in questione.

Alla paziente verrà richiesto di effettuare gli esami di routine pre-operatori ed i necessari approfondimenti diagnostici sulla ghiandola mammaria, volti a valutare il grado della malformazione e ad escludere la presenza di eventuali formazioni sospette. Ai soggetti fumatori è altamente consigliato di smettere di fumare almeno 1 mese prima dell’intervento. Recenti studi hanno dimostrato una forte correlazione fra l’aumento delle complicanze ed il fumo di sigaretta. Nei giorni che precedono l’intervento chirurgico non vanno assunti i farmaci antiinfiammatori, gli anticoagulanti e tutti quei farmaci o integratori che predispongono al sanguinamento delle ferite e va concordato con il dr. Fasciani l’eventuale assunzione di farmaci di altra natura. Il giorno dell’intervento è indispensabile rimuovere tutti gli oggetti metallici (orecchini, anelli, collane, braccialetti, piercing) ed eventualmente rimuovere i peli, se presenti, a livello di regione mammaria ed ascelle. A meno di indicazione contraria, è richiesto di presentarsi a digiuno in sala operatoria.

COME AVVIENE L’INTERVENTO

La correzione della mammella tuberosa si può svolgere in anestesia locale con sedazione o in anestesia generale. L’intervento ha una durata che varia dalle 2 alle 4 ore a seconda della gravità del quadro clinico. A volte si rende necessario un contestuale impianto di protesi o di tessuto adiposo autologo (lipofilling); in caso di importanti sanguinamenti intraoperatori si provvederà a posizionare dei drenaggi in aspirazione . Le incisioni cutanee, saranno chiuse con punti in materiale riassorbibile.

Generalmente la paziente può tornare a casa poche ore dopo la fine dell’intervento. In caso di anestesia generale potrebbe rendersi necessaria una notte di ricovero in clinica.

Utile la presenza di un accompagnatore che aiuterà la paziente a rientrare in sicurezza presso il proprio domicilio.

Dopo l'intervento

Dopo l’intervento, per circa 1 mese, alla paziente è richiesto di portare un reggiseno contenitivo notte e giorno, utile a proteggere i tessuti mammari operati e ad evitare che le protesi (quando previste) possano dislocarsi (spostarsi dalla posizione originaria). Se presenti, i drenaggi saranno rimossi alla dimissione o quando avranno fine le eventuali perdite ematiche. Dopo una settimana il dr. Fasciani eseguirà un controllo postoperatorio per scongiurare eventuali complicanze precoci (ematomi, sieromi ed infezioni). Possibili effetti collaterali, in genere reversibili, sono il dolore, l’edema e le ecchimosi. A volte la paziente avverte una sensazione di scarsa sensibilità a carico dell’areola, che in genere scompare dopo qualche mese. A distanza sono possibili alterazioni della cicatrizzazione, dislocazioni, irregolarità del profilo, asimmetrie, perdita parziale o totale del complesso areola capezzolo. I punti vengono rimossi dopo circa 2 settimane, se non cadono da soli. La cicatrice a livello periareolare tende a confondersi lungo il margine dell’areola mentre quella verticale col tempo diventa una ruga impercettibile; solo in casi eccezionali è necessaria una cicatrice a livello del solco mammario. Dopo 2 settimane è previsto il ritorno alla vita di tutti i giorni. Dopo 3-4 settimane è possibile riprendere, in genere, l’attività sportiva non traumatica.

Per approfondimenti:

Anatomy of the superficial fascia system of the breast: a comprehensive theory of breast fascial anatomy - Rehnke su Plast Reconstr Surg.
The tuberous breast - Rees e Aston su Clin Plast Surg.
Refined version of the tuberous breast classification - von Heimburg su Plast Reconstr Surg.
Tuberous breast deformity: classification and treatment strategy for improving consistency in aesthetic correction – Adam Kolker su Plast Reconstr Surg.

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