Lipofilling

LIPOFILLING

Il Lipofilling è una metodica che consiste in un prelievo di tessuto adiposo dalle aree corporee del paziente in cui è più rappresentato (fianchi, addome, esterno cosce, interno ginocchia) ed un successivo innesto, tramite cannule molto sottili, laddove si intende ottenere un effetto volumetrico o rigenerativo.

In Chirurgia Plastica l’utilizzo del grasso a scopo riempitivo è conosciuto da oltre un secolo, ma solo negli ultimi decenni se ne sono scoperte le sue capacità rigenerative. Tutto ciò grazie alla presenza delle cellule staminali di cui è ricco il tessuto adiposo.

Ci si è accorti infatti che nelle aree in cui il grasso veniva impiantato per scopi riempitivi, con il passare dei mesi, si assisteva ad un miglioramento della qualità dei tessuti a tutti i livelli. Questo era tanto più vero se il trattamento seguiva delle regole ben precise (prelievo con cannule sottili, opportuna purificazione, separazione tramite microfiltrazione, innesti parcellari).

Dagli studi effettuati, si è compreso che il grasso è il tessuto adulto più ricco di cellule staminali e che queste, in particolare, sono contenute nella frazione stromale connettivale che circonda il tessuto adiposo.

Ci sono due varietà di cellule staminali: le cellule staminali embrionali, definite pluripotenti perché in grado di dare origine a tutte le altre linee cellulari di cui un essere umano è formato. Hanno capacità differenziativa illimitata e a seconda della zona del corpo in cui vengono impiantate genereranno cellule compatibili. Ad oggi, ancora non possono essere utilizzate nella pratica clinica.

E poi ci sono le cellule staminali dei tessuti adulti definite mesenchimali, come quelle contenute nel tessuto adiposo, in grado di differenziarsi nei tessuti di origine e perciò dette multipotenti.

Quando preleviamo gli adipociti durante una liposuzione, una quota di cellule staminali finisce nel lipoaspirato e potrà essere reimpiantata per scopi rigenerativi.

Essenzialmente esistono 3 diverse possibilità di impianto:

Macrofat
Microfat
Nanofat

Macrofat

Macrofat: termine impiegato per indicare un prelievo in cui il tessuto adiposo è stato in prevalenza preservato. Il trattamento avrà carattere più riempitivo che rigenerativo. Si utilizza per dare volume alle aree corporee interessate (zigomi, labbra, mento, solchi e rughe cutanee, regione mammaria, glutei, polpacci)

Microfat

Microfat: gli adipociti vengono frazionati maggiormente e ci saranno più cellule staminali rispetto ad un macrofat. Il trattamento avrà carattere in parte riempitivo e in parte rigenerativo. Utile dove abbiamo entrambe le indicazioni (es. cicatrici depresse)

Nanofat

Nanofat: con questo termine si indica l’impianto di tessuto con massimo potere rigenerativo. Il grasso prelevato viene separato per microfiltrazione attraverso passaggi multipli. Questo determinerà la quasi totale scomparsa di adipociti integri, a favore di quota molto elevata di cellule staminali mesenchimali. Il prodotto finale ottenuto è talmente fluido che può essere impiantato con aghi sottilissimi. Non ha capacità di filler, ma è un vero e proprio elisir rigenerante. Viene utilizzato essenzialmente per migliorare la qualità dei tessuti, sia per scopi terapeutici che nel ringiovanimento facciale.

PRP e tessuto adiposo

L’ultima frontiera della medicina rigenerativa è quella di utilizzare in combinazione PRP e trapianto di tessuto adiposo. Il razionale di tale impiego risiede nelle peculiarità dei fattori di crescita contenuti nel PRP. Questi sono in grado di: aiutare le cellule a resistere agli stress ipossici (cui sono sottoposti i tessuti adiposi nei primi giorni del trapianto); favorire il corretto riarrangiamento degli stessi, facilitando la produzione di matrice extracellulare; promuovere l’angiogenesi e facilitare il recupero dall’ipossia cellulare successiva al trapianto. Esistono dei lavori scientifici in letteratura che dimostrano evidenti differenze di sopravvivenza del tessuto adiposo arricchito con PRP nella ricostruzione mammaria rispetto al controllo (70% e 31%, secondo il metodo di Cervelli et al., da loro ribattezzato Platelet –Rich Lipotransfer, che prevede l’utilizzo di 0,4 mL di PRP per ogni mL di tessuto adiposo).

Per approfondimenti:

Nanofat Grafting for Scar Treatment and Skin Quality Improvement - Uyulmaz su Aesthetic Surgery
Unfiltered Nanofat Injections Rejuvenate Postburn Scars of Face - Jan su Annals of Plastic Surgery
Fat Grafting for Facial Rejuvenation with Nanofat Grafts - Tonnard su Clinical Plastic Surgery
Autologous Fat Transfer for Facial Rejuvenation: A Systematic Review on Technique, Efficacy, and Satisfaction - Jan-Willem Groen su Plastic Reconstructive Surgery
Review: Proposed Methods to Improve the Survival of Adipose Tissue in Autologous Fat Grafting - Landau, Mark J. su Plastic Reconstructive Surgery

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