PROCESSI DI INVECCHIAMENTO DEL VOLTO
Sin dal 1965, i chirurghi plastici si sono interrogati sui processi alla base dell’invecchiamento dei tessuti del volto, al fine di trovare le procedure più adatte a contrastarlo in modo adeguato. Storicamente l’attenzione della letteratura internazionale si è incentrata sulla gravità e sulle strutture del volto che ad essa si contrappongono, i cosiddetti retaining ligaments. Solo di recente, uno studio condotto sui gemelli omozigoti, ha dimostrato in modo incontrovertibile l’importanza per l’invecchiamento umano di noti fattori ambientali quali il Body Mass Index, il fumo di sigaretta, l’esposizione agli U.V. (sole e lampade), l’utilizzo di ormoni ed il consumo di alcol.
Il risultato di tutti questi fattori è un fenomeno alquanto complesso, che coinvolge in modo tridimensionale tutte le strutture che contribuiscono all’anatomia dell’area:
• ossa
• muscoli
• compartimenti adiposi
• cute
Partiamo dallo scheletro, che ha funzione di sostegno ed a cui tutte le altre sono intimamente connesse. In letteratura esistono ormai numerosi studi basati su esami diagnostici in tridimensione volti a dimostrare le modifiche ossee dovute all’invecchiamento (ovalizzazione della cornice orbitaria, perdita di volume e retrazione delle ossa zigomatiche e mascellari, rarefazione della mandibola).
Analogamente, a livello muscolare, l’invecchiamento si estrinseca attraverso un’iperattività dei muscoli mimici del volto, che conferisce un aspetto mai rilassato ed accentua la formazione delle rughe di espressione cutanee, anche a riposo.
I compartimenti sottocutanei del viso, costituiti da ‘bolle’ di tessuto adiposo, subiscono al contempo una perdita di volume ed uno scivolamento verso il basso, con la conseguente comparsa di tutti quei segni tipici dell’invecchiamento del terzo medio ed inferiore del volto: tear trough, solchi naso-genieni, appiattimento delle guance, perdita di definizione della linea mandibolare. Tutto questo si esplicita nel capovolgimento del cosiddetto triangolo della giovinezza, quell’immaginario triangolo con apice verso il basso che nei soggetti giovani disegna il volto dagli zigomi al mento e che a seguito dei processi sopra descritti si trasforma in un quadrato o addirittura si inverte.
Infine, vi sono tessuti superficiali (derma ed epidermide): le loro modifiche sono le più evidenti perché assieme ai compartimenti adiposi contribuiscono in misura diretta alla trasformazione della fisionomia. Il tutto si traduce nella comparsa di rughe, solchi, iperpigmentazioni (macchie scure), lesioni vascolari (macchie rosse), perdita di elasticità ed aspetto atrofico della cute.
Laser e luce pulsata intervengono a questo livello, contrastando l’invecchiamento cutaneo tramite un’azione combinata nei confronti di pigmentazioni melaniche, teleangectasie, rosacea, fibroblasti e collagene.
I laser utilizzati per il ringiovanimento del volto sono di diverso tipo ed a seconda delle loro caratteristiche possono intervenire in momenti successivi o in misura complementare durante i cicli di trattamento del/la paziente. I cardini della scelta sono dettati da uno studio accurato e preventivo dell’aspetto della cute e dall’eventuale presenza di iperpigmentazioni, lesioni vascolari, rughe sottili, atrofia del derma, secondarie a fenomeni di cronoaging e photoaging (invecchiamento ed azione dei raggi U.V.).
Per il singolo trattamento delle lesioni pigmentate o delle lesioni vascolari si è già scritto e si rimanda alle pagine dedicate.
I laser utilizzati per il ringiovanimento cutaneo, invece, hanno la capacità di riuscire a contrastare i fenomeni legati all’invecchiamento con un’unica metodologia di trattamento.
Sono essenzialmente:
• la luce pulsata
• i laser frazionali non ablativi
• i laser frazionali ablativi
La luce pulsata, rispetto ad un laser, ha come caratteristica principale quella di emettere un fascio di luce non coerente non collimato e composto da diverse lunghezze d’onda. A differenza dei laser, quindi, ha una capacità meno selettiva nell’indurre la fototermolisi, perché è in grado di intercettare più bersagli in contemporanea quando attraversa i tessuti. Ciò, se da un lato può rappresentare un limite se si intende trattare una singola macchia o lesione vascolare, in un contesto di ringiovanimento globale si trasforma in un vantaggio.
I laser frazionali non ablativi, producono colonne di danneggiamento termico all’interno del derma con preservazione dell’epitelio sovrastante. Questo consente di stimolare la sintesi di collagene tramite un’attivazione dei fibroblasti, senza produrre danno alle cellule cutanee. Utili nel contrastare l’atrofia del derma.
I laser frazionali ablativi, invece, producono colonne di danneggiamento termico a tutto spessore con rimozione di tessuto dermico ed epidermico. Questo consente di stimolare la sintesi di collagene tramite un’attivazione dei fibroblasti dovuto ai processi di riparazione del danno. Più invasi rispetto ai laser non ablativi, sono utili nel contrastare l’atrofia del derma e nella rimozione di rughe sottili e lesioni superficiali della cute.
E’ un trattamento combinato di ultima generazione, che sfrutta le due diverse tecnologie della Lumenis® (IPL-Intense Pulsed Light e ResurFX™) per il ringiovanimento complessivo della pelle del volto. La Luce Pulsata, infatti, avendo come target i cromofori dell’emoglobina e della melanina, agisce in superficie sulle lesioni pimentate e vascolari. Questo genera energia termica che si distribuisce in modica quantità al derma sottostante provocando una stimolazione indiretta dei fibroblasti e conseguente produzione di collagene. Il ResurFX™ (laser frazionale non ablativo), invece, ha come target l’acqua e di conseguenza ha scarso effetto sulla componente pigmentaria e vascolare della cute ma massimo effetto sulla stimolazione dei fibroblasti e sulla produzione del collagene. L’utilizzo combinato delle due tecnologie, in un’unica sessione di trattamento ambulatoriale, consente di ottenere un effetto complessivo a livello di tutte le componenti dell’invecchiamento cutaneo con un importante risultato estetico definitivo.
Come tutti i laser medici, quelli utilizzati per il ringiovanimento del volto emettono una luce che colpisce un bersaglio e, trasformata in energia termica, esaurisce il suo effetto nei primi strati della cute. E’ un trattamento del tutto sicuro. In ogni caso, il suo utilizzo è controindicato nelle seguenti condizioni:
• Gravidanza e/o allattamento
• Pazienti che assumono la pillola estroprogestinica (favorisce eventuali iperpigmentazioni reattive)
• Pazienti che assumono farmaci fotosensibilizzanti (stessi motivi della pillola)
• Patologie della pelle
• Epilessia
• Diabete
• Escoriazioni o danni cutanei
• Esposizione agli U.V. (sole o lampade) nelle 2 settimane che precedono il trattamento
• Pazienti con tendenza alla cicatrizzazione patologica
E’ un trattamento sicuro, ma ricordiamoci che siamo di fronte ad una procedura medica che deve essere eseguita da operatori esperti, qualificati ed in condizioni di massima sterilità all’interno di strutture adeguate e con apparecchi di ultima generazione.
I rischi dei potenziali effetti collaterali come conseguenza di un trattamento laser per il ringiovanimento del volto variano a seconda del tipo di pelle, del fototipo, dell’esposizione ai raggi U.V. I più comuni sono rappresentati da:
- Eritema (arrossamento) cutaneo: se leggero, viene considerato l’endpoint del trattamento stesso e tende a scomparire nelle ore successive
- Alterazioni della pigmentazione cutanea: iperpigmentazioni ed ipopigmentazioni possono essere il risultato di trattamenti effettuati su pazienti con cute abbronzata o fototipi troppo elevati. Le seconde potrebbero essere permanenti
- Comparsa di vesciche o crosticine: l’utilizzo di laser con potenze troppo elevate, o la presenza di peli troppo lunghi potrebbero causare ustioni cutanee più o meno superficiali, da cui possono esitare fenomeni di cicatrizzazione ipertrofica
- Riattivazione di Herpes Virus
- Possibilità di danni retinici, per trattamenti eseguiti in prossimità dell’area perioculare senza le dovute protezioni.
La prima visita ha una durata generalmente di circa 1/2 ora, durante la quale il dr. Fasciani raccoglierà l’anamnesi, valuterà le corrette indicazioni e spiegherà in maniera ampia e dettagliata effetti, limiti, eventuali controindicazioni o complicanze e risultati del trattamento previsto.
Si richiede al/la paziente di evitare di esporsi ai raggi U.V. almeno 3 settimane prima del trattamento. Non truccare, né usare creme, deodoranti e/o profumi sulle aree da trattare. Sono infine sconsigliati tutti i trattamenti topici a base di acidi della frutta (peeling chimici) nel mese antecedente al trattamento.
Una seduta di laser dura dai 10 ai 60 minuti, a seconda del tipo di trattamento previsto.
In quanto scarsamente doloroso, generalmente il laser non necessita di anestesia topica. Per trattamenti di aree estese, può essere applicata una crema anestetica 30-45 minuti prima della seduta. Si renderà invece necessario, durante la seduta laser, l’utilizzo da parte del/la paziente di occhiali protettivi.
Dopo la seduta laser è fatto divieto di: sottoporsi a peeling e/o utilizzare trattamenti topici aggressivi; esporsi a fonti di calore, ai raggi U.V. e utilizzare creme autoabbronzanti; assumere Isotretinoina. La prosecuzione di eventuali terapie in corso dovrà essere valutata con il curante caso per caso.
Sarà opportuno trattare la zona con una crema idratante e proteggerla con protezione solare 50+. La mancata osservazione di tutto quanto indicato potrebbe aumentare i rischi di complicanze e/o effetti collaterali.
Al/la paziente va chiaramente spiegato che i laser per ringiovanire il volto non possono compiere miracoli, ma che con le corrette indicazioni e la scelta del protocollo adeguato possono far ottener notevoli risultati. Il grado di miglioramento è altamente variabile in base a tecnica utilizzata, tempo di comparsa, tipo di danno. Per quanto scritto è impossibile prevedere un numero di sedute necessarie, né il risultato estetico definitivo.
Cosa aspettarsi dal trattamento? La medicina è caratterizzata da un’estrema variabilità individuale. I fattori potenzialmente in grado di influenzare il risultato definitivo sono vari ed a volte di difficile individuazione. Il trattamento laser per il ringiovanimento del volto va integrato in un contesto molto più ampio, rappresentato dai molteplici strumenti a disposizione del medico curante. Solo affidandosi alla cura di operatori esperti, con le corrette indicazioni e con la costanza dei trattamenti sarà possibile ottenere i risultati desiderati.
Il dr. Lucio Fasciani utilizza solo strumentazioni ‘FDA approved’.
Senility of the face—basic study to understand its causes and effects - Gonzalez-Ulloa su Plast Reconstr Surg. (1965)
The retaining ligaments of the cheek - Furnas su Plast Reconstr Surg (1989)
Factors contributing to the facial aging of identical twins – Guyuron su Plast Reconstr Surg (2009)
The Science and Theory behind Facial Aging – Farkas su Plast Reconstr Surg (2013)
Facial Aging: A 54-Year, Three-Dimensional Population Study - Lambros su Plast Reconstr Surg (2019)
Facial aging trajectories: A common shape pattern in male and female faces is disrupted after menopause -
Sonja Windhager su American Journal of Physical Anthropology (2019)
A volumetric analysis of soft-tissue changes in the aging midface using high-resolution MRI: implications for facial rejuvenation – Gosain su Plast Reconstr Surg (2005)
Aging of the facial skeleton: aesthetic implications and rejuvenation strategies - Shaw su Plast Reconstr Surg (2011)
The youthful cheek and the deep medial fat compartment - Rohrich e Pessa su Plast Reconstr Surg (2008)
The retaining system of the face: histologic evaluation of the septal boundaries of the subcutaneous fat compartments - Rohrich e Pessa su Plast Reconstr Surg (2008)
Acquired disorders of elastic tissue: part I. Increased elastic tissue and solar elastotic syndromes - Lewis su J Am Acad Dermatol (2004)