Il Thread Lift (letteralmente Lifting con i Fili), è una metodica della Medicina Estetica che affonda le sue origini, nel lontano 1961, con la creazione delle cosiddette barbed suture (suture dentate auto-ancoranti). Sono fili di sutura dotati di spine sulla superficie, in grado di agganciarsi ai tessuti senza necessità di dover eseguire nodi. Tuttavia il primo utilizzo per uso cosmetico fu descritto da Marlen Sulamanidze solo nel 2000, che con il suo Aptos Lift può essere considerata la pioniera della tecnica. A seguire, nel 2004, Woffles Wu, presentò la sua personale variante ‘The Woffles Threadlift’ e da lì ebbe inizio la promettente stagione del ringiovanimento del volto tramite i fili. I primi materiali utilizzati, però, erano in Prolene o Polipropilene, sostanze inerti e non riassorbibili, che in caso di necessità (come infezione o malposizionamento) non potevano essere rimosse agevolmente.
La tecnica, pertanto, dopo una fase di inziale entusiasmo legata alla possibilità di eseguire un lifting del volto senza necessità di un intervento chirurgico vero e proprio, ha subito con gli anni un leggero declino sia a causa della estrema variabilità dei risultati, sia al ‘rate’ delle complicanze paradossalmente elevato (a causa dei rischi misconosciuti di una tecnica erroneamente considerata semplice), sia per la scarsa durata nel tempo dell’effetto lifting sui tessuti.
Negli ultimi anni tale metodica ha trovato un rinnovato interesse, in particolare grazie ai progressi della ricerca sui materiali: fili più lunghi e resistenti, aghi guida per l’inserimento curvi e meno traumatici e soprattutto il ricorso a sostanze riassorbibili (PDO polidiossanone, caprolattone, acido polilattico).
Questa è stata la vera svolta nel campo dei fili.
Anzitutto un ridotto numero di complicanze rispetto all’impianto nel sottocute di un materiale non riassorbile, seppur inerte, come il polipropilene. Il vantaggio che il filo, riassorbendosi nei mesi, consenta la scomparsa di eventuali effetti collaterali non graditi al paziente. L’evidenza che i processi infiammatori e di stimolo del collagene conseguenti al riassorbimento del filo siano responsabili, nei mesi successivi al suo impianto, di importanti fenomeni di biostimolazione che ne prolungano i benefici in termini di ringiovanimento.
Parole chiave:
Thread Lift, Soft Lift, Fast Lift, Lifting con Fili, Fili Antigravitazionali, Fili di Trazione, Fili di Sospensione, Fili Biorivitalizzanti.
Per anni pubblicizzato come l’alternativa soft al lifting chirurgico del volto, ha mostrato i suoi limiti proprio a causa di questo paragone inappropriato. A differenza della ben più complessa procedura chirurgica non consente di eliminare eventuale cute in eccesso, non consente di rimuovere accumuli adiposi, non agisce sulle strutture ligamentose profonde. Di conseguenza non è indicato laddove vi siano fenomeni di avanzato invecchiamento cutaneo; è fuorviante proporlo come alternativa ad un intervento chirurgico.
Trova indicazione nei soggetti giovani, con iniziali processi di aging, nei quali vi sono le condizioni ideali di un modico rilassamento cutaneo e perdita di tono tissutale. Ricordiamo, infatti, che oltre all’effetto tensore immediato, i fili composti da materiale riassorbibile, nel tempo, generano fenomeni di biorivitalizzazione dermica andando a stimolare il collagene tissutale. Si è visto, inoltre, che lo stress meccanico e l’infiammazione conseguenti all’introduzione del filo ed ai successivi meccanismi di riassorbimento dello stesso, inducono i fibroblasti verso percorsi differenziativi che ne accentuano l’attività bioristrutturante.
In alternativa, può essere proposto a quei pazienti che per età e grado di invecchiamento tissutale sarebbero candidati all’intervento chirurgico, ma non vogliono sottoporsi allo stesso o hanno altre problematiche che ne controindicano l’esecuzione.
Il cardine di tutto è la chiarezza nei confronti del paziente: non possiamo riferirci al trattamento con i fili come ad un lifting vero e proprio, né per risultato finale, né soprattutto per durata dello stesso. In media entro l’anno gli effetti tensori tendono ad attenuarsi sino a scomparire.
Contrastare l’invecchiamento cutaneo e sottocutaneo del volto tramite l’azione biostimolante dei fili.
Ridefinire i profili del viso.
Sospendere i tessuti ptosici, attenuando le pieghe naso-geniene e labio-mentoniere.
Contrastare il fenomeno del ‘sagging jowl’ (linea mandibolare che cede verso il basso).
Correzione non chirurgica della ptosi del sopracciglio.
Ridefinire i profili del collo e contrastare l’invecchiamento del décolleté.
Contrastare l’invecchiamento dei tessuti di braccia e ginocchia.
Rimodellare l’area glutea.
In realtà i benefici maggiori si ottengono a livello del volto e del collo, dove le aree da trattare sono meno ampie ed i tessuti da sospendere sono più leggeri. A livello del corpo le evidenze in letteratura sono ancora contrastanti circa un loro reale effetto.
Si sconsiglia il trattamento, in via precauzionale, ai pazienti affetti da malattie autoimmuni, patologie tumorali, infezioni e malattie cutanee in genere, soggetti allergici, donne in gravidanza.
Nei 15 giorni che precedono il trattamento, se possibile, andrebbe evitata l’assunzione di farmaci antiinfiammatori non steroidei (aspirina, Oki, Aulin e simili) e farmaci anticoagulanti, al fine di ridurre al minimo la formazione di possibili ematomi.
Possibili complicanze:
- Gonfiore, lividi, edemi (si tratta di eventi minori, generalmente si risolvono entro 10 giorni).
- Infezioni (sono eventi di media entità, vanno trattati tempestivamente ed in modo adeguato per evitare che si cronicizzino o che lascino reliquati estetici)
- Le complicanze più gravi sono di natura vascolare e nervosa, per lesioni iatrogene di un ramo arterioso o nervoso.
Ricordiamoci che ci troviamo di fronte a trattamenti medici invasivi che devono essere eseguiti da operatori esperti, qualificati ed in condizioni di massima sterilità all’interno di strutture adeguate.
La prima visita ha una durata generalmente di circa 1/2 ora, durante la quale il dr. Fasciani raccoglierà l’anamnesi, valuterà le corrette indicazioni e spiegherà in maniera ampia e dettagliata effetti, limiti, eventuali controindicazioni o complicanze e risultati del trattamento in questione. Si richiede alla paziente di evitare di truccare l’area da trattare prima di venire a studio.
Il trattamento vero e proprio dura circa 1 ora e viene fatto precedere da un’anestesia locale puntiforme realizzata dove passa l’ago guida per l’inserzione del filo. Il tutto può essere realizzato in ambulatorio, ma necessita della più assoluta sterilità.
I vantaggi di questa metodica sono evidenti, legati essenzialmente al fatto che si tratta di una pratica ambulatoriale. Quindi assenza di ricovero, di sala operatoria, di sedazione o anestesia generale, di tagli e cicatrici evidenti. Il paziente può tornare in un tempo relativamente breve alla vita di tutti i giorni e non vi sono rischi e complicanze legati ad un intervento chirurgico maggiore. Questo non vuol dire che la procedura sia scevra da rischi. Il medico programmerà a seguito della procedura i controlli di routine ed è buona norma contattarlo il giorno dopo per un consulto telefonico (così da consentire un pronto intervento in caso di problematiche urgenti).
Nei giorni successivi alla procedura sarà possibile notare eritema, edema, ecchimosi, piegoline cutanee, leggere asimmetrie; tutti questi fenomeni tenderanno a scomparire nei giorni successivi allo stesso. Se l’edema dovesse perdurare più a lungo, l’assunzione di corticosteroidi per via orale, sotto il controllo del medico, favorirà la risoluzione della problematica. Altresì possibile, soprattutto in pazienti predisposti/e, la comparsa di piccoli lividi, che si risolveranno nel giro di 1 settimana (se non trattati). Anche qui l’utilizzo di gel cutanei, favorirà una più pronta scomparsa dell’evento avverso. Non esporsi al sole, alle lampade o agli U.V. in generale, sino a completa scomparsa dei lividi, al fine di evitare iper-pigmentazioni cutanee difficili da risolvere.
In caso di sintomatologia dolorosa importante, di gonfiore ingravescente, di perdita di sensibilità a livello dell’area trattata, è indispensabile contattare il chirurgo con urgenza per un controllo più accurato.
‘Removal of facial soft tissue ptosis with special threads’ - Sulamanidze su Dermatologic Surgery
‘Barbed sutures in facial rejuvenation’ - Woffle Wu su Aesthetic Surgery Journal
‘Thread-Lift Sutures: Still in the Lift? A Systematic Review of the Literature’ - Gülbitti su Plastic and Reconstructive Surgery
‘Effectiveness, Longevity, and Complications of Facelift by Barbed Suture Insertion’ - Bertossi su Aesthetic Surgery Journal