L’Addominoplastica è l’intervento di chirurgia estetica che mira a ripristinare l’armonia dell’area addominale a tutti i livelli (cutaneo, sottocutaneo e muscolare). Prevista sia nel sesso maschile che in quello femminile dovrà rispettare le specifiche differenze: ridefinire i muscoli addominali nell’uomo, mettere in risalto quella magica curvatura che nella donna separa l’area mammaria dai glutei.
La procedura prevede una molteplicità di indicazioni diverse cui corrispondono tecniche chirurgiche dedicate:
• Addominoplastica tradizionale
• Miniaddominoplastica
• Lipoaddominoplastica
• Liposuzione addominale
• Liposuzione circonferenziale
• Abdominal etching
• Addominoplastica ‘Fleur de Lys’
• Correzione della diastasi addominale
• Plastica dell’ombelico (Onfaloplastica)
• Mommy makeover
Nei soggetti giovani, con accumuli adiposi a livello addominale ed in presenza di cute elastica e parete muscolare integra, è certamente indicata la Liposcultura addominale. Essa infatti consente di rimuovere il grasso in eccesso, tramite l’utilizzo di cannule del calibro di pochi millimetri attraverso impercettibili incisioni cutanee.
Se necessario, la procedura può essere estesa agli accumuli adiposi dei fianchi e del dorso realizzando una Liposcultura circonferenziale al fine di ottenere un rimodellamento complessivo del tronco.
Nei pazienti di sesso maschile, infine, è possibile scolpire i muscoli retti dell’addome tramite una liposuzione superficiale più aggressiva (necessaria a separare le diverse componenti che formano la cosiddetta ‘tartaruga’), che prende il nome di Abdominal etching. Nelle donne invece la procedura mira a mettere in evidenza, più che i singoli ventri muscolari, il punto di passaggio tra i retti dell’addome e gli obliqui, facendo risaltare la parte centrale dell’addome e assottigliando la vita.
Per ulteriori approfondimenti si rimanda alle pagine specifiche sulla Liposuzione.
In alcuni soggetti, gli accumuli adiposi si accompagnano ad un leggero rilassamento della cute addominale sovrapubica. In questi casi, la sola liposuzione rischierebbe di aggravare l’eccesso cutaneo, con un risultato estetico non soddisfacente. L’intervento indicato è la Miniaddominoplastica, che prevede l’asportazione di una losanga di cute sotto-ombelicale, con una cicatrice di dimensioni ridotte posta il più inferiormente possibile, in modo da essere nascosta dalla biancheria intima. L’ombelico, scollato dalla parete addominale, al termine della procedura risulterà posizionato due-tre centimetri più in basso rispetto a prima.
Quando il rilassamento cutaneo e muscolare coinvolge l’addome in toto, l’intervento di scelta è l’Addominoplastica tradizionale, che prevede un ampio scollamento dei tessuti sino al margine costale inferiore, la trasposizione dell’ombelico e la correzione dell’eventuale diastasi dei muscoli addominali. La cicatrice, in genere bisiliaca (da una spina iliaca all’altra), va posizionata molto bassa in prossimità del pube e dei legamenti inguinali. E’ un intervento chirurgico maggiore, gravato da complicanze anche serie soprattutto nei forti fumatori od in presenza di comorbidità importanti (diabete, ipertensione non controllata, patologie polmonari, insufficienza renale), che nella quasi totalità dei casi rappresentano controindicazioni assolute allo stesso. Anche il post-operatorio può risultare impegnativo, richiede un’attiva partecipazione del/la paziente e prevede l’utilizzo di una panciera contenitiva, il mantenimento di posture obbligate, l’utilizzo di farmaci antitrombotici, la mobilizzazione precoce, una ripresa graduale delle attività quotidiane.
Nei pazienti ex-obesi, che hanno subito un notevole dimagrimento a seguito di un intervento chirurgico bariatrico, la cute in eccesso è tale da rendere a volte inevitabile un’Addominoplastica ‘Fleur de Lys’, che prevede la presenza di una cicatrice a ‘T’ invertita (bisiliaca e xifo-pubica), volta a minimizzare gli scollamenti ed a favorire il rimodellamento circonferenziale. La presenza di una cicatrice verticale, esito di un pregresso intervento chirurgico, rappresenta un’ulteriore indicazione a questa particolare tecnica.
Negli ultimi anni, le continue innovazioni nel campo della liposuzione hanno portato ad un ulteriore sviluppo rispetto alla tecnica tradizionale, con una diffusione sempre maggiore della Lipoaddominoplastica, messa a punto per la prima volta dal chirurgo brasiliano Saldanha, nel 2001. La rimozione della losanga cutanea, la trasposizione ombelicale e la correzione della diastasi restano i capisaldi della procedura. Quello che varia è il ruolo della liposuzione: con le adeguate indicazioni ed in mani esperte, consente un importante rimodellamento di tutta l’area addominale, in particolare dei quadranti superiori, assottigliando il lembo cutaneo sino alle dimensioni desiderate e preservando in gran parte il sistema vascolare e linfatico. Questo porta innegabili vantaggi rispetto alla tecnica tradizionale:
• superiore vitalità del lembo cutaneo
• ridotto scollamento sovraombelicale, limitato al bordo mediale dei retti dell’addome
• preservazione delle strutture vascolari, nervose e linfatiche
• più ampia capacità di mobilizzazione dei tessuti
• innegabile miglioramento della silhouette
• ridotta incidenza di complicanze postoperatorie maggiori (ematomi, sieromi, necrosi cutanee)
Il cedimento dei muscoli della parete addominale può a volte verificarsi anche in assenza di accumuli adiposi o lassità cutanee. Tale condizione clinica, tipica nelle pazienti magre e/o sportive, a seguito di gravidanze multiple o per eccesso di attività fisica, prende il nome di diastasi addominale. I retti dell’addome, sono due fasci muscolari verticali che mettono in comunicazione le costole al pube e sono in contiguità fra loro attraverso un tessuto fibroso mediano che prende il nome di linea alba. Se sottoposti a stress eccessivi, prolungati e ripetuti nel tempo, possono allontanarsi sempre di più dalla linea mediana, determinando la diastasi. Nei casi più gravi la lassità è tale da coinvolgere in toto la muscolatura addominale e questa condizione prende il nome di ‘floppy abdomen’. Le tecniche di Correzione della diastasi addominale prevedono il riposizionamento dei muscoli retti dell’addome lungo la linea mediana attraverso apposite suture in materiale non riassorbibile a livello della linea alba. Nei casi più gravi di lassità muscolare generalizzata, le suture non si limiteranno ai retti dell’addome ma andranno a rinforzare tutti i punti di debolezza strutturale, al fine di ripristinare quella ‘pancia piatta’, così desiderata. Ricordiamo che quest’intervento non ha solo una valenza estetica, perché i muscoli addominali rivestono due importantissime funzioni: continenza dei visceri endoaddominali e mantenimento della corretta postura tramite la stabilizzazione anteriore della colonna. Quindi la correzione della diastasi, oltre a prevenire e ridurre la presenza di ernie ombelicali, consente un potenziamento posturale, ripristinando l’integrità della parete muscolare, cui consegue un miglioramento statisticamente significativo dei sintomi funzionali del dolore lombare e dell’incontinenza urinaria (come di recente evidenziato da uno studio pubblicato nel 2018 sul Plastic and Reconstructive Surgery Journal). Le cause, come supposto dagli autori dello studio, sarebbero più di una:
• retroposizionamento della pelvi ed avanzamento compensatorio della testa e delle spalle
• aumento della pressione endoaddominale, che ha un’azione stabilizzatrice della colonna vertebrale
• aumento della tensione a livello diaframmatico, con un vantaggio biomeccanico quando si sollevano oggetti pesanti
• il ritensionamento della fascia di Scarpa, posta in diretta contiguità con la fascia di Colles del triangolo urogenitale, determina una minor pressione a livello vescicale ed un allungamento compensatorio dell’uretra, migliorando la continenza urinaria.
L’ombelico riveste a livello addominale quasi la stessa valenza estetica che il complesso areola capezzolo riveste a livello mammario. Uno degli ultimi trend della chirurgia plastica moderna è la Plastica dell’ombelico, tecnicamente detta Onfaloplastica. Ma esiste l’ombelico perfetto? Idealmente dovrebbe essere piccolo e profondo ed avere forma tondeggiante; se ovale, dovrebbe essere orientato in verticale. Anche la posizione è importante: al centro dell’addome, lungo la linea alba (che parte dal processo xifoideo dello sterno e raggiunge la sinfisi pubica). E’ utilizzato convenzionalmente in medicina come repere per dividere l’addome in 4 quadranti. Rappresenta anche un locus minoris resistentiae, un punto di debolezza della parete addominale, possibile sede di ernie che vanno diagnosticate e corrette in corso di interventi di addominoplastica. La plastica dell’ombelico, come procedura a sé stante, viene generalmente svolta in anestesia locale e dura 30-60 minuti al massimo, con incisioni poste all’interno della fossetta, praticamente invisibili.
In mitologia si narra che Giove, desiderando conoscere l’esatta posizione del centro della terra, scegliesse due aquile gemelle, lasciandole libere di volare a partire dai confini della terra per scoprire il punto esatto del cielo dove si sarebbero incontrate. Da lì, il re degli dei lasciò cadere una pietra verso il suolo (Onfalo) e questa cadde esattamente ai piedi del monte Parnaso, dove fu costruito il tempio più famoso dell’antichità, l’Apollo di Delfi (il cosiddetto ombelico del mondo). Per estensione questo termine si utilizza per indicare il punto da cui ha origine la vita, essendo l’ombelico situato al centro dell’addome, che nella donna è il simbolo della maternità.
Per ultimo, un breve accenno all’intervento di Mommy makeover, trattato in maniera approfondita nelle pagine dedicate. Il termine racchiude quell’insieme di procedure chirurgiche (generalmente a carico dei distretti mammario ed addominale) atte a ripristinare l’armonia delle forme della ‘mamma’, dopo gravidanze multiple. In genere combina l’intervento di mastopessi e/o mastoplastica additiva all’addominoplastica (in particolare alla correzione della diastasi post-gravidica) ed alla chirurgia intima femminile. E’ da riservarsi, di preferenza, a pazienti in giovane età ed in perfetta salute.
La prima visita ha una durata generalmente di circa 1/2 ora, durante la quale il dr. Fasciani raccoglierà l’anamnesi, valuterà le corrette indicazioni e spiegherà in maniera ampia e dettagliata effetti, limiti, eventuali controindicazioni o complicanze e risultati dell’intervento in questione.
Al/la paziente verrà richiesto di effettuare gli esami di routine pre-operatori ed i necessari approfondimenti diagnostici sull’integrità della parete addominale, volti ad evidenziare la presenza di ernie. Ai soggetti fumatori è altamente consigliato di smettere di fumare almeno 1 mese prima dell’intervento. Recenti studi hanno dimostrato una forte correlazione fra l’aumento delle complicanze ed il fumo di sigaretta. Nei giorni che precedono l’intervento chirurgico non vanno assunti i farmaci antiinfiammatori, gli anticoagulanti e tutti quei farmaci o integratori che predispongono al sanguinamento delle ferite e va concordato con il dr. Fasciani l’eventuale assunzione di farmaci di altra natura. Il giorno dell’intervento è indispensabile rimuovere tutti gli oggetti metallici (orecchini, anelli, collane, braccialetti, piercing) ed eventualmente rimuovere i peli, se presenti, a livello addominale e sovrapubico. A meno di indicazione contraria, è richiesto di presentarsi a digiuno in sala operatoria.
Gli interventi di addominoplastica maggiori (tecnica tradizionale, lipoaddominoplastica, Fleur de Lys) si svolgono in anestesia generale. L’intervento ha una durata di circa 3-4 ore e prevede l’asportazione dei tessuti cutanei e sottocutanei in eccesso, la trasposizione dell’ombelico, l’eventuale correzione della diastasi addominale e la liposuzione degli accumuli adiposi. Le incisioni cutanee, saranno chiuse con punti in materiale riassorbibile. Se ci sono importanti scollamenti di tessuto o sanguinamenti intraoperatori si provvederà a posizionare dei drenaggi in aspirazione. Generalmente per il/la paziente potrebbe rendersi necessaria una o più notti di ricovero in clinica.
Gli interventi minori (miniaddominoplastica, liposuzione addominale, correzione della diastasi, onfaloplastica) possono realizzarsi in anestesia locale con sedazione ed hanno una durata variabile dai 30 minuti alle 2 ore. Il/la paziente sarà dimesso in giornata, dopo le necessarie valutazioni del curante.
Utile comunque la presenza di un accompagnatore che lo/la aiuterà a rientrare in sicurezza presso il proprio domicilio.
Dopo l’intervento, per circa 1 mese, al/la paziente è richiesto di portare una guaina addominale contenitiva notte e giorno, utile a proteggere i tessuti operati. Se presenti, i drenaggi saranno rimossi al termine delle eventuali perdite ematiche. Dopo una settimana il dr. Fasciani eseguirà un controllo postoperatorio per scongiurare eventuali complicanze precoci (ematomi, sieromi ed infezioni). In questo periodo, al/la paziente è richiesto di mantenere una posizione parzialmente flessa del bacino ed una mobilizzazione precoce degli arti inferiori. Possibili effetti collaterali, in genere reversibili, sono il dolore, l’edema e le ecchimosi. A volte il/la paziente avverte una sensazione di scarsa sensibilità a carico del lembo inferiore, che tende a scomparire dopo qualche mese. A distanza sono possibili alterazioni della cicatrizzazione, irregolarità del profilo, sofferenze o necrosi cutanee. I punti vengono rimossi dopo circa 2 settimane, se non cadono da soli. La cicatrice a livello bisiliaco è posta il più in basso possibile in modo da essere nascosta dalla biancheria intima. Dopo 3 settimane è previsto il ritorno alla vita di tutti i giorni. Dopo 4-6 settimane è possibile riprendere, in genere, l’attività sportiva non traumatica.
Abdominoplasty Improves Low Back Pain and Urinary Incontinence - Alastair Taylor su Plastic and Reconstructive Surgery